Staccare dal lavoro, combattere lo stress, rilassarsi o il desiderio di scoprire cose nuove - i motivi per viaggiare sono tanti. Pieni di aspettative si inizia la meritata vacanza e improvvisamente ci si rende conto che nulla è come immaginato: il cibo è pessimo, la stanza sporca e poi c'erano quei camerieri scortesi. Se questi scenari dovessero effettivamente verificarsi, allora agire nel modo corretto è un prerequisito essenziale per cercare ti ottenere un adeguato risarcimento. Quali sono i punti da considerare quando si presenta un reclamo?
E’ stato licenziato ieri dal Senato ed entrerà prossimamente in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Decreto rilancio che, tra le tante novità e misure introdotte, modifica l’art. 88bis della legge di conversione del precedente decreto Cura Italia e rende più flessibile l’utilizzo dei voucher che sono stati e verranno rilasciati ai consumatori in sostituzione dei rimborsi monetari in caso di cancellazioni dovute al COVID 19. La validità dei voucher passa da 12 a 18 mesi e potranno essere rimborsati se non utilizzati entro i 18 mesi previsti che si riducono a 12 per i contratti di trasporto.
Tra le più significative conseguenze dei provvedimenti adottati a livello nazionale ed europeo per far fronte alle gravi ripercussioni dell’epidemia di Covid-19 sul turismo, la dibattuta questione voucher/rimborso è da settimane sotto i riflettori.
Le modifiche apportate al decreto Cura Italia in sede di conversione infliggono un grave vulnus alle tutele sinora garantite ai viaggiatori in Europa; accettare il voucher, contrariamente a quanto sinora previsto, sarà di fatto obbligatorio anche nel caso in cui sia il vettore, il tour operator o la struttura alberghiera a cancellare la vacanza.
Nelle ultime due settimane il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ha fornito circa 1.000 consulenze in merito ai diritti riconosciuti ai viaggiatori alle prese con l'emergenza Covid-19.
In queste settimane critiche per il settore del turismo, in cui passeggeri, vettori e agenzie di viaggio risentono pesantemente delle conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso, causata dalla diffusione del Coronavirus COVID-19, a rendere più cupo il non incoraggiante scenario giunge, dai cieli inglesi, un’ulteriore notizia: il fallimento della compagnia aerea Flybe.
L’attuale emergenza sanitaria relativa alla diffusione del Coronavirus COVID-19 ha comportato l’adozione di provvedimenti da parte delle autorità nazionali e internazionali e di numerose misure restrittive e precauzionali che si stanno ripercuotendo notevolmente nel settore del turismo, costringendo o inducendo i viaggiatori a rinunciare o a modificare i propri viaggi.
L’emergenza Coronavirus sta comportando l’adozione, a livello nazionale e internazionale, di diverse misure restrittive della circolazione, che si riflettono inevitabilmente su quanti avevano, in questi giorni, programmato vacanze e soggiorni fuori porta. Quali sono i diritti dei passeggeri in circostanze emergenziali come queste?
Chi è in partenza per una vacanza sulla neve all'estero farebbe bene a chiedersi se è sufficientemente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Per il recupero sulla pista si rischia infatti di dovere pagare – di tasca propria - anche più di un paio di migliaia di Euro!
L'assemblea degli azionisti di Air Italy ha deliberato in data 11 febbraio la liquidazione in bonis della società, con l'obiettivo di ridurre quanto più possibile i disagi per i passeggeri già in possesso di biglietti aerei della compagnia.